6 agosto Giornata Internazionale Della Birra Giornata Internazionale della Birra
Dal 4300 a.C. a oggi: l’umanità non ha mai smesso di fermentare. E non ha nessuna intenzione di farlo.
Il 6 agosto è il giorno in cui celebriamo la Giornata internazionale della birra, un evento globale in cui gli appassionati di birra di tutto il mondo si uniscono per alzare i loro bicchieri e fare un brindisi.
Alzi la mano chi non ha mai fatto un brindisi. La birra è forse l’unica bevanda che attraversa ogni latitudine, ogni ceto, ogni ora del giorno — dal boccale di un porto nordico alla pinta di un pub londinese, fino alla bottiglia di un birrificio artigianale sotto casa. Il 1° venerdì di agosto è il giorno in cui il mondo la celebra ufficialmente, dalla California all’Australia, un fuso orario alla volta.
La Giornata Internazionale della Birra nasce nel 2007 a Santa Cruz, California, su iniziativa di Jesse Avshalomov. Tre obiettivi semplici, chiari, condivisibili: stare insieme agli amici, riconoscere chi la birra la produce e la serve, unire il mondo intorno a qualcosa che piace a quasi tutti. Difficile trovare una causa più popolare.
I numeri che fanno riflettere
Il mercato globale della birra vale oggi circa 700 miliardi di dollari (2024) e cresce a un tasso annuo del 5%. In Italia il settore vale 3,3 miliardi di euro di produzione, con oltre 1.200 birrifici attivi — quasi il doppio rispetto a dieci anni fa. La birra artigianale rappresenta ormai il 5% dei volumi e circa il 15% del valore del mercato italiano: meno litri, ma più margine e più storia da raccontare.
In Europa siamo secondi per consumo dopo la Germania — circa 29 litri pro capite l’anno. Non un record, ma abbastanza per prendere la cosa sul serio.
Una storia brevissima di una bevanda lunghissima
La prima ricetta di birra documentata risale al 4300 a.C. in Mesopotamia. Il primo testo poetico dedicato a una bevanda è l’Inno a Ninkasi, dea sumera della birra, del 1800 a.C. — e contiene anche la ricetta. I monaci medievali perfezionano il luppolo. Il Proibizionismo americano (1920–1933) interrompe tutto per tredici anni. Nel 1979 Carter riapre il mercato ai produttori artigianali e nasce la craft beer revolution. Il resto è storia recente, e la conoscete bene.
Jesse Avshalomov, fondatore della Giornata Internazionale della Birra nel 2007, voleva celebrare l’amore collettivo per la birra.
I suoi obiettivi erano semplici: radunare gli amici per apprezzare il sapore della birra, riconoscere gli artigiani della produzione e del servizio della birra e unire il mondo sotto il comune amore per la birra.
Qualche tappa recente per arrivare alla Giornata Internazionale della Birra:
- 1920 Il Proibizionismo ha inizio negli USA
Il 18° emendamento alla costituzione degli Stati Uniti, in vigore dal 17 gennaio, proibisce la produzione, il trasporto e la vendita di alcolici. - 1933 Il Proibizionismo arriva al termine
Il 5 dicembre segna la fine del Proibizionismo, permettendo ai birrifici di riprendere le loro attività legalmente. - 1962 la prima legge italiana che regolamenta il settore della birra legge 16 agosto 1962, n° 1354.
- 1979 Deregolamentazione del settore birrario
Il Presidente Jimmy Carter apre di nuovo il mercato americano della birra ai produttori artigianali. - 21 gennaio 1990 scopriamo la birra preferita di Homer: “Duff Beer” fa la sua apparizione in un episodio della prima stagione dei “Simpson”.
- 2022 Boom della birra artigianale: Ci sono 9.318 birrifici in funzione negli Stati Uniti, di cui 2.360 sono classificati come birrifici artigianali, 1085 in Italia e 9436 in tutta Europa (dati 2022)
Iniziamo a studiare un po’ di Marketing e Comunicazione sulla Birra.
Il caso Guinness e l’Intelligenza Artificiale
Birra e Marketing: la connessione che non ti aspetti
Eccoci al punto che ci appassiona di più. Perché noi di Blu7, come sapete, non riusciamo a guardare nessun argomento senza chiederci: e con il marketing, cosa c’entra?
Con la birra, c’entra tutto. Forse più che con qualunque altro prodotto.
La birra è una delle categorie con il density storytelling più alto al mondo: ogni birrificio ha origini, territorio, filosofia, volto umano. Non vendi un liquido — vendi un’identità. È la stessa ragione per cui un Budweiser “Wassup” del 1999 è diventato fenomeno culturale globale, o per cui la campagna Dos Equis “The Most Interesting Man in the World” ha trasformato un marchio messicano di nicchia in un’icona americana. In Italia, Peroni con “Il mio nome è Giorgio” ha scelto il cinema del quotidiano — la vita italiana come brand identity — e ha funzionato.
Ma il punto più interessante per chi ha un’attività a Firenze è un altro. Il boom artigianale ha cambiato le aspettative del consumatore: oggi chi beve birra vuole sapere chi la fa, dove, con cosa. Questo vale anche per ristoratori, enoteche, locali e negozi di alimentari che scelgono cosa mettere in carta o in scaffale. Una selezione ragionata di birre locali, raccontata bene, vale molto di più di una lista da catalogo.
Firenze e la Toscana hanno birrifici di qualità — Birra dell’Eremo, Mugello Ales, Birrificio dell’Elsa (no, non sono sponsor) — che aspettano solo di essere messi in valore da chi sa comunicarli. Un locale che racconta la filiera corta, anche sulla birra, non sta facendo greenwashing: sta leggendo il mercato.
Le 3 pubblicità sulla Birra più iconiche e popolari (Italia)
Peroni – “Il Mio Nome è Giorgio”
Questa pubblicità ha un tono molto cinematografico e rappresenta una giornata nella vita di Giorgio, un uomo che vive in Italia. Lo spot riflette l’essenza italiana e l’atmosfera della vita quotidiana italiana, tutte cose che il brand Peroni vuole rappresentare.
Birra Moretti – “Può succedere solo con Moretti”
Questa serie di spot ha catturato l’attenzione grazie al suo umorismo tipicamente italiano. In queste pubblicità, succedono degli eventi improbabili e incredibili, seguiti dallo slogan “Può succedere solo con Moretti”, suggerendo che con Moretti tutto può diventare possibile e straordinario.
Nastro Azzurro – “Questione di Qualità”
Questo spot televisivo mostra il processo di produzione della birra Nastro Azzurro, sottolineando la qualità e la cura che il brand mette nel suo prodotto. Questo messaggio è poi rafforzato dallo slogan “Questione di Qualità”.
Conclusione: la birra è democrazia liquida
Nessuna bevanda è più democratica della birra. La beve il filosofo e il muratore, il turista e il fiorentino doc, il venerdì sera e la domenica a pranzo. Il 1° venerdì di agosto alzala anche tu — possibilmente con qualcosa di buono, magari locale, e con qualcuno con cui vale la pena brindare.
Blu7 Agenzia per la Pubblicità ed il Marketing di Firenze.
Dati, Statistiche e Curiosità
Il mercato
- Il mercato globale della birra vale circa 700 miliardi di dollari nel 2024, con crescita annua del 5%.
- In Italia il settore vale 3,3 miliardi di euro di produzione (2024).
- In Italia sono attivi oltre 1.200 birrifici, con la birra artigianale che pesa il 15% del valore del mercato a fronte del 5% dei volumi.
- Il consumo pro capite italiano è di circa 29 litri l’anno.
- In Europa ci sono oltre 12.000 birrifici attivi (2024).
Curiosità
- La prima ricetta di birra documentata risale al 4300 a.C., in Mesopotamia.
- L'”Inno a Ninkasi”, del 1800 a.C., è il primo testo poetico dedicato a una bevanda — e contiene anche la ricetta.
- Il Proibizionismo americano (1920–1933) non fermò il consumo: lo spostò semplicemente nei speakeasy clandestini.
- La campagna Dos Equis “The Most Interesting Man in the World” ha aumentato le vendite del marchio del 22% in un mercato in calo.
- Homer Simpson ha contribuito a rendere la birra immaginaria un cult: Duff Beer esiste oggi come prodotto reale in diversi Paesi.