La pubblicità funziona quando colpisce la tua attenzione: fine.
Poi c’è l’etica, la morale, il risultato (e ne parleremo nella seconda parte!) la qualità, la capacità comunicativa, ma sono tutti elementi che compongono la pubblicità: questa ultima, però, si misura se colpisce o meno l’attenzione delle persone in target.
Noi di Blu7, per esempio, abbiamo una etica che ci ferma a non fare “qualisiasi tipo di pubblicità” o a mettere la classica ragazza svestita per vendere una qualasiasi insalata o motocicletta, per fare un esempio. Ma sono scelte nostre.
Detto questo ci sono delle pubblicità che sono geniali e questa lo è.

Nel 2014, in Germania, l’agenzia Jung von Matt/Neckar realizza per DHL una delle operazioni di guerrilla marketing più citate degli ultimi anni: “Trojan Mailing”. L’obiettivo è semplice e aggressivo: dimostrare che “DHL is faster” in un mercato in cui tutti promettono velocità, ma senza comprare spazi pubblicitari tradizionali e usando – letteralmente – i corrieri concorrenti come mezzo media.

La campagna nasce in un contesto ipercompetitivo: DHL è enorme (presenza in oltre 200 Paesi, centinaia di migliaia di dipendenti), ma a livello di percezione del marchio soffre il confronto con giganti come UPS e FedEx.

Il messaggio strategico è chiaro: “siamo più veloci, più capillari, più presenti”. Il problema: dirlo con uno spot TV costa moltissimo e verrebbe percepito come “la solita pubblicità”. Meglio trovare una scorciatoia.


La pubblicità creativa si basa sulla idea del “cavallo di Troia”

L’operazione “spedizione trappola” parte da un’intuizione tecnica e narrativa:

Qui scatta il “cavallo di Troia”:

Il tocco di genio

Il dettaglio strategico, il tocco di genio, che rende il tutto ancora più spietato:

Nel video si vedono alcuni tentativi imbarazzati di coprire la scritta con nastro adesivo o fogli, ma nella maggior parte dei casi il claim resta leggibile: è parte integrante dello storytelling.


L’esecuzione: video nascosto, budget ridicolo, effetto globale

Tutta la scena viene ripresa con telecamere nascoste, montata come un vero e proprio case video e pubblicata su YouTube con il titolo:

“Trojan Mailing – How UPS, TNT and DPD advertised for DHL. Involuntarily and clueless.”YouTube+1

Secondo diverse fonti di settore:

Punti di forza della Campagna Pubblicitaria

In pratica, con una singola trovata:

È la versione logistica del vecchio principio: “fatti pagare per veicolare la tua pubblicità”.


Il retroscena: DHL ne approfitta, ma prende le distanze

Qui arriva la parte “scomoda”, che raramente viene raccontata quando si cita il caso in aula o nei blog:

Le dichiarazioni dei portavoce DHL, riportate da Washington Post e The Verge, sono interessanti da un punto di vista strategico:

Tradotto in linguaggio marketing e comunicazione:

Da manuale di gestione del rischio comunicativo.


Le tre letture possibili: creatività, etica, strategia

1. Lettura creativa: geniale

Dal punto di vista creativo e di media engineering, il caso è quasi perfetto:

È la dimostrazione di quanto può valere un’idea quando i media sono gli altri e tu paghi solo il montaggio e un po’ di logistica.

2. Lettura etica: discutibile

Diversi commentatori e studi sull’etica del guerrilla/ambush marketing citano casi come questo per sollevare alcune domande:

La campagna resta borderline: elegantemente cattiva, come l’ha definita parte della stampa di settore, ma certamente non neutra dal punto di vista etico. Sarebbe già stato diverso se il pacco non fosse stato di notevoli dimensioni, per esempio.

3. Lettura strategica: brillante, ma non perfetta

Una parte della critica ha sottolineato che il messaggio “DHL è più veloce” rischia di essere autoreferenziale, perché:

Detto questo, in termini di fama, PR, posizionamento mentale, il colpo entra chiaramente nella storia della comunicazione.

2 pubblicità geniali di Burger King


Cosa ce ne facciamo noi (e cosa se ne può fare a Firenze)

In prospettiva Blu7, al netto della dimensione globale, da questo caso estraiamo tre provocazioni molto concrete per un brand locale, anche fiorentino:

  1. Dimostra, non dichiara
    DHL non dice “siamo veloci” in uno spot. Lo mostra mettendo i competitor nella scena.
    Per un’attività di Firenze (un centro estetico in via Gioberti, un serramentista in zona Novoli, un negozio del CCN Dalmazia) la sfida è la stessa: come posso far vedere, non solo dire, il mio vantaggio competitivo?
  2. Usa i “media degli altri”
    Loro hanno usato i furgoni e i corrieri dei competitor.
    Un business locale può usare:
    • flussi di persone di altri eventi (fiere, mercatini, partite, festival)
    • partnership con attività contigue (bar, tabaccherie, farmacie, librerie)
    • sistemi di recensioni e mappe online, dove spesso il “confronto” è implicito.
      L’idea è: far sì che il contesto lavori per te, non solo i tuoi canali.
  3. Gioca sul confine, ma consapevolmente
    Trojan Mailing vive sul filo dell’ambush marketing: non è vietato, è spigoloso.
    Un brand più piccolo può permettersi mosse “irriverenti”, ma deve essere chiaro il punto di non ritorno: attaccare le idee dei competitor è sano; attaccare le persone (i loro dipendenti, la loro dignità professionale) è un’altra storia.

Blibliografia
1) The Verge
2) dutchmarq.nl
3) TrendHunter.com
4) markethink.guru
5) ResearchGate
6) Brandculture

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