Il mondo è pieno di situazioni in cui il sostegno è fondamentale: assistenza ai rifugiati, ai senzatetto, ai malati o alle persone in difficoltà economica. C’è bisogno di aiuto per i bambini abbandonati, per le vittime di disastri naturali e persino per chi, occupandosi degli altri, si trova ad affrontare stress e traumi emotivi. Non dimentichiamo poi gli animali senza casa e le specie a rischio nei loro habitat naturali. Ma come possiamo convincere le persone a impegnarsi per queste cause? Quali strategie possono stimolare la volontà di aiutare in modo costante e significativo?

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Come il Linguaggio Modifica il Comportamento

Uno studio condotto da Christopher Bryan, Allison Master e Gregory Walton (2014) ha esplorato l’effetto del linguaggio sulla predisposizione ad aiutare. Bambini di quattro e cinque anni sono stati suddivisi in due gruppi e introdotti in un’area giochi. Un gruppo ha ricevuto un messaggio generico: Alcuni bambini scelgono di aiutare gli altri, con esempi di come potrebbero farlo.

disegno; bambino che aiuta adulto;

Il secondo gruppo ha ricevuto un messaggio leggermente diverso: Alcuni bambini scelgono di essere dei bravi aiutanti, enfatizzando quindi il concetto di identità.

Dopo aver ricevuto il messaggio, ai bambini veniva dato un giocattolo con cui giocare, mentre l’adulto presente simulava situazioni in cui aveva bisogno di aiuto, come raccogliere oggetti caduti. I ricercatori hanno quindi misurato la propensione ad aiutare, assegnando un punteggio da 0 (mai aiutato) a 4 (ha aiutato sempre). Il risultato è stato sorprendente: i bambini del gruppo in cui si enfatizzava il “bravo aiutante” hanno totalizzato un punteggio medio di 3.18, rispetto ai 2.47 del primo gruppo. Questa piccola variazione nella formulazione ha avuto un impatto significativo sulla propensione all’aiuto.

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L’Identità Conta e dà risultati

Questo esperimento conferma che le persone, anche in età molto giovane, tendono a conformarsi a un’identità positiva. Se un’azione viene associata a una qualità intrinseca della persona, questa è più propensa ad adottarla con costanza. Essere un bravo aiutante implica che l’aiuto non sia solo un gesto occasionale, ma una caratteristica permanente della propria identità. Lo stesso principio vale per i comportamenti negativi: nessuno vuole essere visto come un bugiardo o un ladro, ma può accettare di dire una bugia in una determinata circostanza. Questo dimostra che il modo in cui formuliamo le richieste può influenzare profondamente le risposte che otteniamo.

Se vogliamo incoraggiare il volontariato, la generosità o qualsiasi altro comportamento positivo, dovremmo quindi fare leva sull’identità, non sull’azione momentanea. Definire una persona come generosa, attenta o affidabile può spingerla a conformarsi a questa immagine nel lungo termine. Questo semplice trucco linguistico può avere applicazioni concrete in campagne di sensibilizzazione, pubblicità sociale e comunicazione politica.

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