Dove ci troviamo

Via De’ Pecori

Quartiere 1 – Firenze –

Collega Piazza San Giovanni con Via de’ Vecchietti, nel Centro Storico di Firenze.

Il nome richiama la storica famiglia Pecori, antica e illustre, che contribuì alla vita politica della Repubblica con 32 Priori e 7 Gonfalonieri.

Tra i membri più noti si ricorda Giovanni d’Ildebrandino, soprannominato “il Pecora”, noto per essere stato un severo accusatore di Giano della Bella. La famiglia si estinse nel 1785, e il cognome fu unito a quello dei Giraldi.

Dove ci troviamo
Storia della Strada

Da Volta, a vacca, a … nulla.

La famiglia Pecori possedeva abitazioni tra il Palazzo Arcivescovile e il vecchio Ghetto, dove un passaggio stretto era noto come Volta de’ Pecori. La via si estendeva fino a Via della Vacca e, proseguendo, cambiava più volte nome, diventando Via de’ Guidalotti e successivamente Via de’ Boni. Questa zona era animata da un mercatino di frutta e verdura nel XIX secolo, immortalato in una celebre incisione di Telemaco Signorini.
Le trasformazioni urbane iniziarono già in tempi antichi, ma divennero più evidenti durante i lavori di ristrutturazione ottocenteschi, che alterarono il carattere della zona.

Storia della Strada
L’evoluzione della strada

Sepolto nel Battistero

Vicino a Santa Maria Maggiore, lungo il Chiasso de’ Guidalotti, si trovavano due edifici significativi.
La Casa degli Orlandini, dove Baldassarre Cossa, noto come l’antipapa Giovanni XXIII, trovò rifugio nel 1419. Sostenuto dai Medici, fu sepolto nel Battistero di Firenze, con un monumento scolpito da Donatello e Michelozzo. Poco più in là sorgeva la Casa de’ Gondi, che seguì Caterina de’ Medici in Francia, acquisendo titoli e incarichi.

I Gondi avevano acquistato la casa dai Carnesecchi e l’avevano ampliata con eleganti decorazioni interne.

Anche la famiglia Orlandini si estinse nel 1664, passando l’eredità ai Corsini, che unirono il Palazzo Gondi con la propria residenza sotto la guida dell’architetto Antonio Ferri, mantenendo lo stile buontalentiano.

Il grande Palazzo Orlandini sorse lungo Via de’ Boni intorno al 1680 e fu decorato da artisti come Pietro Dandini e Domenico Gabbiani. Il senatore Fabio del Beccuto acquistò le case di fronte per creare un giardino che, nel 1830, divenne parte dell’allargamento della strada.

L’evoluzione della strada
Curiosità

Il Palazzo e la Birreria Cornelio

Nell’Ottocento, il Palazzo Orlandini divenne famoso per la Birreria Cornelio, ritrovo di nobili e artisti, tra cui il pittore Riccardo Nobili, che dipinse l’interno del locale, oggi esposto alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti. Dopo la chiusura della birreria, l’area vide la costruzione di edifici bassi, compreso un bagno pubblico. Nel 1833, l’ex re di Westfalia, Girolamo Bonaparte, vi si stabilì, seguito dalla famiglia, tra cui la figlia Matilde, sposa del russo Anatolio Demidoff.

Curiosità
Curiosità 2

Restauro e Palazzo va Giù

Le modifiche del 1893, con la demolizione della Volta de’ Pecori e del Ghetto, lasciarono spazio al moderno Palazzo Ceci e Rossi in stile viennese.

Il palazzo passò di proprietà diverse fino al 1913, quando fu acquistato dal Monte dei Paschi di Siena.

Anche il lato opposto subì rimaneggiamenti per ospitare il fianco del rinnovato Palazzo Arcivescovile. Sotto la guida dell’architetto Italo Gamberini, il Monte dei Paschi restaurò la struttura, riportando il palazzo alla sua antica nobiltà

Curiosità 2

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