L’intelligenza artificiale spesso sbaglia anche nel fare i conti matematici più semplici. Proprio l’altro giorno mi sono trovato di fronte a una situazione che mi ha fatto riflettere profondamente sui limiti di questi strumenti.

Stavo facendo un calcolo e, per velocizzare il processo, ho deciso di coinvolgere ChatGPT 4. Gli ho posto una domanda apparentemente banale: “Quanti giorni sono trascorsi dal 18 aprile 1994 al 30 settembre 2025?”.

Il primo risultato è stato di circa 11.491 giorni. Insospettito, ho provato con Copilot di Microsoft: 11.483 giorni. Un risultato diverso. Non contento, ho testato Claude: 11.522 giorni. Ancora un altro numero. Infine, ho consultato un’intelligenza artificiale cinese DeepSeek che mi ha risposto 11.448 giorni.

Quattro sistemi di AI, quattro risultati completamente diversi per un calcolo che dovrebbe avere una sola risposta corretta. Dal 18 aprile 1994 al 30 settembre 2025 il risultato non può essere che uno, eppure tutti hanno sbagliato.

Mi sono interrogato su come sia possibile che commettano questi errori. La risposta è che sostanzialmente vanno quasi “a sensazione”, cercando più di accontentarti velocemente che di fornire una risposta precisa. Quando ho chiesto spiegazioni a tutti e quattro i sistemi, ciascuno mi ha fornito una giustificazione diversa, dimostrando una sorta di “confabulazione” digitale e convalidare il rporpio risultato.

Tre riflessioni importanti

Questa esperienza mi ha portato a tre conclusioni fondamentali:

Primo: smettiamola di chiamarla “intelligenza artificiale” – potremmo anche definirla “stupidità artificiale” quando si tratta di compiti che richiedono precisione matematica.

Secondo: in realtà sono strumenti molto utili, ma vanno saputi utilizzare. Non possiamo aspettarci che siano infallibili in ogni ambito. Se li usi male, i risultati saranno pessimi.

Terzo: è fondamentale imparare a utilizzare l‘intelligenza artificiale giusta per il compito giusto che devi svolgere. Non tutti i sistemi sono uguali e ognuno ha le proprie specificità.

L’intelligenza artificiale rimane uno strumento potentissimo, ma dobbiamo abbandonare l’idea che sia una soluzione universale e infallibile. La chiave sta nell’imparare a riconoscere quando e come utilizzarla, sempre con un approccio critico e consapevole dei suoi limiti.

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