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Giornata Mondiale della Diversità Culturale

La Giornata Mondiale della Diversità Culturale

La Giornata Mondiale della Diversità Culturale, il Dialogo e lo Sviluppo si celebra il 22 maggio. La sua istituzione ha uno scopo ben preciso: promuovere e fare in modo che venga riconosciuta l’importanza del dialogo tra le diverse culture del mondo. 

Perché esiste la Giornata Mondiale della Diversità Culturale

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la giornata del 22 maggio perché l’incontro pacifico tra le culture abbia sempre maggiore spazio in ogni contesto della vita politica, sociale e individuale delle persone di tutto il mondo. 

Nel 2015, la diversità culturale è stata addirittura riconosciuta come uno degli elementi fondamentali per realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile, indicati nell’Agenda 2030. 

L’UNESCO ricorda, tramite le parole del suo Direttore Generale, che è proprio la diversità delle culture a favorire quelle condizioni vantaggiose per l’innovazione, la produttività e, di conseguenza, lo sviluppo economico

Accogliere, attraverso il confronto, le differenze tra culture, sistemi di valori e visioni del mondo sarebbe quindi la chiave per contrastare i conflitti, ma anche per ridurre disuguaglianze sociali e povertà, e favorire il benessere

Durante la Giornata Mondiale della Diversità Culturale viene promossa la cultura come motore della creatività e del cambiamento, senza togliere valore alle identità culturali.

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La diversità culturale nelle aziende

La diversità culturale rappresenta una minaccia e, insieme, un punto a favore del vantaggio competitivo di una realtà, che sia essa sociale, di un gruppo di lavoro o di un’impresa intera o di una nazione. E le minacce vanno tenute in considerazione, a maggior ragione perché la storia (anche la più attuale) ci insegna che i conflitti più violenti scaturiscono da scontri tra culture.

Pensiamo solo a quanto sia dura oggi la sfida nelle scuole per i docenti, nel mondo della globalizzazione e dei grandi flussi migratori. 

L’impresa è ardua anche nei contesti aziendali, soprattutto quando sono molto strutturati e internazionali. Stando a quanto riportato dal Sole24Ore, quando l’organizzazione è in grado di gestire le tensioni che (quasi inevitabilmente) nascono nell’incontro tra culture, l’eterogeneità stessa dell’impresa diventa un vero e proprio vantaggio sui concorrenti

Il processo non è lineare, il percorso è accidentato. Infatti, a differenti culture corrispondono differenti mentalità. E ciò, all’occasione, ritarda le decisioni e crea fratture nei team di lavoro. 

Qual è, allora, la parola d’ordine per superare le tensioni? Una parola che, ormai, siamo abituati a sentire da tempo e di cui, forse, spesso si abusa: empatia

L’empatia è la capacità di mettersi nei panni dell’altro e comprenderlo meglio. Ciò va fatto per garantire alle società di vivere nella stabilità in un clima pacifico. 

Negli ambienti lavorativi, fa lo stesso. Ma, in questi casi, richiede la presenza di figure di riferimento, esperte nel cosiddetto diversity management

Si tratta di investire energie e risorse per fare della diversità culturale un vero plus aziendale: in termini di creatività, come anche di employer branding, cioè di immagine che l’azienda intende dare di sé ai propri dipendenti e agli aspiranti tali. 

Infatti, un’impresa che non sa valorizzare le proprie risorse e creare un clima disteso in cui lavorare, è un’impresa che non è attraente per i “talenti”, quindi cresce con lentezza.

Data

Mag 22 2024

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