Nei primi giorni di settembre, sulle reti nazionali televisive è andato in onda il nuovo spot di Bauli, brand veronese tra i più affermati in Italia, per la produzione industriale di dolci confezionati. 

La campagna ha avuto come oggetto un prodotto classico della gamma di Bauli e ha esaltato le sue qualità che tanto, sembra, piacciono al pubblico: la provenienza italiana degli ingredienti.

Bauli: la storia e i prodotti

A partire dal 4 settembre 2022, è iniziata la nuova campagna pubblicitaria Bauli. Grazie ad essa, l’attenzione del pubblico è stata direzionata verso un prodotto tra i più noti e consumati dell’azienda: i Croissant Classici, nelle due varianti al cioccolato e all’albicocca.

La campagna è stata anche l’occasione per lanciare anche un concorso per i “Cento anni di bontà Bauli”. È stata ideata integrando i canali televisivi nazionali, il digitale terrestre e anche i nuovi media, poiché ha anche coinvolto gli influencer
* nota: quante volte abbiamo affermato che tutti i canali pubblicitari devono essere coinvolti quando si parla di brand? Tutti tirano l’acqua al mulino.

Gli spot sono stati realizzati da McCann Worldgroup Italia e da Movie Magic International, programmati poi grazie a PHD Media. Il messaggio lanciato attraverso le due versioni dello spot si è concentrato su due caratteristiche del prodotto Bauli: la sofficità e l’“italianità” delle materie prime utilizzate. 

Facciamo prima un passo indietro. Vediamo come il messaggio di cui abbiamo appena parlato si inserisce nella storica visione aziendale di Bauli. Arriviamo agli anni ‘20 del Novecento, quando un giovanissimo Ruggero Bauli, dopo anni di apprendistato, apre il proprio laboratorio di pasticceria a Verona. Correva l’anno 1922, ma questa è stata solo la prima tappa di una storia d’arte dolciaria. 

Dopo una breve parentesi argentina, Ruggero Bauli apre la propria pasticceria a Verona. Diverso tempo, negli anni ‘50, avvia il processo di produzione industriale del dolce che tutti associamo al brand Bauli (e alla città di Verona): il pandoro.

Diverso tempo dopo, cioè solo negli anni ‘90, Bauli lancia sul mercato il tipico dolce della prima colazione: il croissant

Insomma, nell’arco di alcuni decenni Bauli è arrivata sulle tavole degli italiani: non solo nel periodo natalizio, ma addirittura tutto l’anno. 

Gli eredi di Ruggero hanno voluto conservare i valori fondanti dell’impresa Bauli e preservare, di conseguenza, la percezione del pubblico verso i prodotti proposti.

Quale percezione? La percezione che tutto ciò che Bauli fa rispetta la tradizione: quella familiare e quella italiana.

Ragion per cui, il messaggio che la campagna di settembre 2022 condivide con il pubblico è perfettamente in linea con questa visione. La sofficità dei croissant è data dalla lunga lievitazione con lievito madre (20 ore) e l’affidabilità del prodotto è data anche dagli altri ingredienti: uova di gallina allevate a terra, 60% di cacao per la farcitura al cioccolato, latte 100% italiano e anche albicocche italiane al 100%.

L’italianità ed il brand

Negli spot Bauli si insiste sulla bontà dei croissant, la quale proviene da un’arte che si è fatta sempre più raffinata nel tempo, grazie alle tecnologie. Ciononostante, si ritrova quel riferimento alle tradizioni che piace molto al pubblico italiano, ormai più sensibile ad alcuni trend: la provenienza nazionale del cibo che consuma; un’alimentazione più sana; una produzione industriale a impatto ambientale ridotto.

Per quel che riguarda l’ultimo punto, Bauli ha anche spiegato il proprio impegno verso una maggiore sostenibilità nella pagina che racconta Il percorso della bontà. In altre parole, l’azienda ha individuato le varie fasi che hanno reso e renderanno la produzione meno inquinante, quindi più rispettosa dell’ambiente. 

Per quel che riguarda lo stile alimentare più salutare e il Made in Italy, bisogna segnalare dati interessanti. Già verso la metà 2021, Dissapore segnala la ricerca di Rome Business School, secondo la quale in seguito alla pandemia l’82% circa degli italiani preferisce consumare prodotti provenienti dall’Italia. 

Cosa induce a compiere tale scelta?

Acquistando prodotti Made in Italy, abbiamo la percezione di sostenere l’economia e la forza lavoro, ma anche di consumare alimenti di alta qualità, cioè più affidabili.

Per lo meno da un punto di vista concettuale, la scelta di Bauli di far leva sulla genuinità e italianità del prodotto è più che azzeccata. In prima analisi, nella campagna 2022 c’è quel che basta per rinforzare la simpatia del pubblico verso un prodotto che ormai è affermato da decenni.

Le grandi aziende lo sanno, però: non bisogna mai dare nulla per scontato, per cui investire budget anche nella promozione di prodotti di successo non è mai uno spreco. 

E non è uno spreco, a maggior ragione se anche il modo di fare la pubblicità dell’azienda si evolve di pari passo con i cambiamenti accelerati dall’utilizzo dei social network.  

Gli influencer e il concorso a premi

Sentite sempre più spesso parlare di campagne integrate. Del resto, come potrebbe essere diversamente, considerando il grande peso dei social network sulle abitudini e scelte di consumo del grande pubblico?

Per la campagna in oggetto, Bauli ha puntato sulla televisione, ma anche su due influencer: Gino Brocato e lasottilelinearosa. Entrambi hanno proposto ai propri follower (oltre quattrocentomila il primo e oltre novantamila la seconda) dei contenuti in cui mostrano la propria colazione a base di croissant Bauli. Peccato che lasottilelinearosa abbia immaginato di essere a Parigi, e non in Italia…. e qui si torna a parlare di cura dei dettagli.
Le agenzie pubblicitarie e di marketing non sono tutte uguali.

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