Quando analizziamo quanto due persone si somiglino, spesso ci soffermiamo solo sulle caratteristiche in comune: tifano per la stessa squadra, sono nati nella stessa città o hanno un nome simile. Ma c’è un aspetto fondamentale che spesso trascuriamo: quanto sia rara questa somiglianza. Ad esempio, in Italia è normale che un bambino sia chiamato Leonardo e una bambina Sofia, dato che questi sono tra i nomi più scelti nel paese negli ultimi 5 anni.
Ma cosa succede se a incontrarsi sono due bambini con un nome estremamente raro, come Amilcare o Romualda? L’evento diventa straordinario e, per questo, emotivamente più impattante.
Ma questa rarità può avere un effetto sulla nostra propensione ad aiutare gli altri? La risposta è sì.
L’Esperimento delle Impronte Digitali
I ricercatori hanno organizzato un esperimento in cui due studenti venivano invitati a un laboratorio per una ricerca sulla relazione tra tratti biologici e personalità. In realtà, uno dei due studenti era un complice dell’esperimento. Dopo aver rilevato le impronte digitali dei partecipanti, il ricercatore faceva tre diverse affermazioni a seconda del gruppo sperimentale:
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Gruppo di controllo: nessun commento sulle impronte.
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Gruppo della somiglianza comune: veniva detto ai partecipanti che entrambi avevano impronte digitali di tipo E, un tratto molto diffuso (circa l’80% della popolazione).
- Gruppo della somiglianza rara: ai partecipanti veniva detto che entrambi avevano impronte digitali di tipo E, ma che questa caratteristica era estremamente rara (solo il 2% della popolazione).
Dopo questa fase, l’esperimento sembrava concluso, ma appena usciti dal laboratorio il complice si rivolgeva all’altro partecipante chiedendogli un favore: doveva consegnare una tesina e aveva bisogno di una recensione scritta di almeno una pagina di lunghezza entro 24 ore.

I risultati parlano chiaro: nel gruppo di controllo e in quello della somiglianza comune, circa il 50% dei partecipanti accettò di aiutare. Ma nel gruppo in cui la somiglianza era stata presentata come rara, la percentuale schizzò all’82%!
L’Incontro Inaspettato e la Magia della Rarità
Questo meccanismo può essere osservato anche nella vita quotidiana. Immaginate di prendere ogni giorno lo stesso autobus e di vedere sempre le stesse persone. Dopo un po’, queste presenze diventano parte della vostra routine, ma non necessariamente stabilite un legame con loro. Ora, immaginate di essere in vacanza a migliaia di chilometri da casa e di incontrare una di quelle persone. La sorpresa e l’eccezionalità dell’evento creeranno un legame istantaneo, spingendovi magari a salutarlo o persino a scambiare due parole. Se questa persona vi chiedesse un piccolo favore, probabilmente sareste più inclini ad aiutarla rispetto a un perfetto sconosciuto.
Prima di leggere le applicazioni pratiche ricordati che siamo partiti dalle
Assomiglianze Semplici che aiutano a Connettersi
Applicazioni nel Marketing e nelle Relazioni Sociali
Ma come possiamo sfruttare questo fenomeno? Nel mondo del marketing, sottolineare caratteristiche rare e distintive di un prodotto o di un brand può aumentarne l’appeal. Ad esempio, un centro estetico a Firenze potrebbe enfatizzare un trattamento esclusivo offerto solo a pochi clienti selezionati, facendo leva sul senso di unicità.
Analogamente, un’azienda di serramenti potrebbe evidenziare una caratteristica tecnica innovativa che la distingue dalla concorrenza e di averla già installata nel palazzo vicino o in un appartamento esclusivo della città.
Allo stesso modo, nelle relazioni personali o professionali, trovare e sottolineare un elemento raro in comune con l’interlocutore può rafforzare immediatamente il legame e aumentare la probabilità di ottenere una risposta positiva a una richiesta.
Quindi, la prossima volta che vi trovate a cercare un punto di contatto con qualcuno, invece di puntare su somiglianze ovvie, provate a scoprire quel piccolo dettaglio raro che vi accomuna. Potrebbe essere la chiave per ottenere un “sì” inaspettato.