La vedi la Nano Banana o Banana Nano nella fotografia qui sotto? Se non la vedi, allora devi leggere tutto l’articolo e lo devi fare perchè stai vivendo nel futuro e non lo sai.
Conoscere aiuta a scegliere, capire, formarsi e a trasmettere conoscenza ed oggi siamo nel futuro. Guarda la foto e dicci se vedi la Nano Banana?

La foto qui sopra è un tipico esempio di fotomontaggio, una foto non reale, non veritiera del tutto o in parte. Non è il primo, non è dei migliori dei fotomontaggi, ma oggi ti vogliamo far conoscere tutto il processo e soprattutto la facilità con cui è stato possibile realizzarlo e tu stesso o tu stessa potresti crearlo in pochi secondi.
E questo è sia un bene che un male, l’importante è essere nelle condizioni di comprenderlo e capaci nel realizzarlo.
La foto qui sopra è il risultato di un software pubblico e gratuito di Google che passa con il nome d’arte: nano banana o in italiano sarebbe meglio dire banana nano. Attenzione non pensare che siano termini casuali, poi vedremo perchè.
Seguici perchè adesso, in maniera veloce e semplice ti faremo vedere il processo di questo foto montaggio, gli errori, cosa funzione e cosa non funziona, come si è comportato ChatGPT, come ha risposto Google.
Divertiamoci.
Tutto è iniziato da questa foto.
PS: le foto che vedi sono leggermente sfuocate, perchè per alleggerire l’articolo le abbiamo volutamente “asciugate” per fartele vedere bene e senza troppa attesa anche da cellulare. Per chi le desidera abbiamo anche le foto originali.
Il set fotografico del foto montaggio.

Per prima cosa abbiamo “preparato” al volo questo set fotografico e nella foto di partenza abbiamo volutamente messo alcuni punti di difficoltà percettiva per il software e altri punti in aiuto.
Il soggetto, io Alessandro, indosso una maglietta scura, blu molto scura, una maglietta presa a caso e mi sono interposto tra la fotografa, Irene, e un monitor che comunque all’occhio umano risulta nero, scuro, per rendere diffile il contrasto. (nella foto cerchiato di rosso sulla mia spalla).
Abbiamo posto due sedie, perchè comunque avevamo in mente la foto finale.
Abbiamo messo una delle due sedie più rivolta verso l’altra per dare una inclinazione, un angolo diverso (non a caso, cerchiata la base di rosso)
Abbiamo creato tanta confusione in ufficio, riempito di messaggi, fogli, colori (in realtà questa parte è stata molto facile! Sono i pallini rossi sulla foto).
Ovviamente abbiamo scelto una luce naturale, dietro il cellulare, per la fotografia. Nessuna luce artificiale accesa.
Fine.
Tutto quasi improvvisato, nessun artificio luminoso o altro: un test sincero, veloce, diretto.
Scattata la foto. Passiamo al Pc.
Nano Banana in azione.
Irene si è messa alla sua postazione, ha scaricato la foto dal cellare al pc, ha aperto Google AI Studio, sito aperto a tutti, esattamente come ChatGPT: alcune funzioni sono pubbliche e gratuite e altre più evolute sono a pagamento. Noi abbiamo la versione PRO, ma questo test lo abbiamo effettuato come utenti base, senza loggarci: versione free.
Esattamente come potresti fare te.
Siamo andati per piccoli passi e forse questo è un metodo da tenere a mente: è come decidere di sedersi ad un ristorante e mangiarsi tutti i piatti ordinati insieme o ordinarne uno per volta e vedere e capire se dopo il primo c’è ancora posto per il secondo, per il dolce e così via…
Prima istruzione:
“Cambia la maglietta della persona seduta con una camicia blu”
Tempo di realizzazione 15,6 secondi. Ecco il primo risultato che ha fornito.

Se confronti le due foto, rimarrai a bocca aperta. Lo scontorno di una figura è sempre molto complicato, qui non solo ci è riuscito in maniera perfetta, tagliando anche in maniera eccesiva la spalla dal monitor nero, ma ha cucito addosso ad Alessandro anche una camicia con i suoi movimenti e le sue pieghe e curve (si, anche la pancia ha lasciato in maniera evidente!).
Il primo rifiuto di Nano Banana
A questo punto lo scopo è far stringere la mano di alessandro ad un personaggio famoso.
Sappiamo tutti che i software piano piano stanno imparando a tutelare l’immagine delle persone famose e quindi è inutile la richiesta di far stringere la mano da Obama o qualche vip o star (anche se alcuni programmi se manipolati bene, riescono a fare anche questo).
Ma non era il nostro scopo!
Abbiamo comunque provato la libera interpretazione e abbiamo chiesto quanto segue:
“metti a sedere accanto un personaggio famoso a tua scelta”
Dopo 70 secondi ci risponde “Content Blocked”, content not permitted.
Non è possibile violare la policy del software.
Giusto! Ci piace molto e allora abbiamo ripiegato su figure famose, pubbliche, del passato: più modestamente Alessandro voleva stringere la mano a Napoleone o Aristotele.
Dopo oltre 1 minuto di attesa ci ha risposto:”Ecco il risultato!”, … ma non era assolutamente visibile nulla.
Evidentemente siamo in moltissimi a spremere questa tecnologia appena nata ed è andata in crisi.
Nessun risultato visibile dopo ulteriori due richieste.
Facciamo una pausa e andiamo dall’amico ChatGPT.
ChatGPT, il solito amicone
Non c’è che dire: gli vogliamo bene. E’ stata la prima A.I. che abbiamo utilizzato, che continuiamo ad utilizzare in maniera consistente e professionale, proviamo a porgli una domanda caricando per prima informazione con la mia immagine con la camicia.
“Facciamo delle elaborazioni di questa foto. Siamo nel nostro ufficio. Puoi aggiungere una persona di fantasia seduta accanto a Alessandro? Ovviamente lo stile deve essere realistico e massima attenzione alle luci.”
ChatGPT va in blocco. Evidentemente la giornata non è fortunata.
Però rientrando in ufficio nel primo pomeriggio, magicamente la troviamo lì, pronta. Quindi vuol dire che le istruzioni non erano andate perse. Ecco la foto.

Una persona “normale” appare nella foto, assomiglia molto per stile informale (guarda le scarpe), c’è qualche problema sulla luce, sulla posizione della seduta è forse non perfetta e soprattutto nella gestione delle mani: da sempre il punto debole di chatgpt.
Comunque come voto un 6 lo strappa ampiamente.
A questo punto aggiungiamo una nuova istruzione:
“Bravissimo!” (per vedere se lo esaltiamo) “Puoi fare in modo che il mio ospite, rimanga in quella posizione, ma mi stringa la mano?”
Risultato nefasto. Eccolo qui.

ChatGpt torna ad essere il cugino tuttofare, il coltellino svizzero multiuso, ma che ogni tanto esagera con la pausa pranzo, si addormenta e non ricorda al risveglio dove era e cosa doveva fare: ha cambiato le persone sedute, appiattito tutti i colori, cambiato formato della immagine (adesso è quadrata e questo per un grafico è molto male…) insomma inutile.
Ok, non è lo strumento giusto, nel caso andrebbe itilizzata SORA, software sempre di Chatgpt, creato per le immagini, ma insomma un po’ di delusione dall’amico di sempre ci rimane.
Si torna a vedere se adesso funziona Nano Banana.
Nano Banana ci lascia a bocca aperta
Ripetiamo la nostra istruzione ed eccola qui la nostra ospite! Ci stringe la mano, piegando anche le dita della mia mano in maniera corretta, nella posizione composta, coretta sulla sedia, nel rispetto delle luci e dell’ambiente, immagine realizzata in 9,9 secondi partendo dalla mia con la nuova camicia.
Voto: 9.

Quella ragazza non esiste, ricordiamocelo.
Non siamo andati avanti nei nostri test perchè il lavoro incombe e ci siamo rimessi a produrre altro, ma sappiamo tutti in ufficio che è arrivato il futuro. Ed è alla portata di tutti.
Qualche osservazione di tipo didattico e imprenditoriale facciamola.
Nano Banana e l’imprenditore: che sviluppo vediamo?
Il punto non è ingannare, ma creare. Il potere di questi strumenti sta nella capacità di visualizzare idee che prima erano complesse da mettere in pratica. L’AI diventa un assistente, un complice che ti aiuta a comunicare in modo più efficace, a imparare in modo più coinvolgente e a trasformare una visione in realtà. La AI non sostituisce nessuno, sicuramente non riesce ad avere la fantasia, il genio dell’essere umano.
Per i negozi e le attività commerciali:
Immagina di essere un commerciante che vende vestiti. In passato, per un’idea creativa, avresti dovuto ingaggiare un fotografo, una modella e un costoso studio. Oggi, puoi usare l’AI e cercare di vedere prima la bozza della vetrina, per esempio.
- Creare contenuti di qualità: Non hai a disposizione un set fotografico da professionista? Puoi scattare foto dei tuoi prodotti e usare l’AI per ambientarle in contesti accattivanti. Una borsa può apparire su una spiaggia tropicale o su una strada di New York, senza doverti spostare.
- Aumentare l’efficacia del marketing: Vuoi lanciare una promozione, ma non hai un’immagine d’impatto? Con l’AI puoi creare in pochi secondi banner e grafiche che colpiscono l’attenzione, sperimentando con stili, colori e ambientazioni diverse fino a trovare quella perfetta per il tuo pubblico. O almeno avere una bozza delle tue idee da poter passare al tuo consulente marketing.
- Ridurre i costi: La possibilità di produrre contenuti di alta qualità in autonomia e in modo rapido ti permette di risparmiare sui costi di produzione, liberando risorse per investire altrove, magari nel servizio clienti o in nuovi prodotti.
Altri esempi concreti:
Un negozio di abbigliamento può usare l’AI per simulare nuovi allestimenti di vetrina prima ancora di muovere fisicamente un manichino, ma anche indossare capi che sono per il momento solo su cartamodello.
Un ristorante può creare in pochi secondi immagini promozionali con varianti del menù o ambientazioni stagionali, risparmiando tempo e testando quale stile piace di più al pubblico.
Un artigiano o un commerciante può generare bozzetti rapidi di prodotti, loghi o packaging per avere subito materiale di confronto con i clienti.
Un parrucchiere può far vedere il risultato che immagina una cliente come acconciatura, partendo dalle sue parole come descrizione.
Per gli insegnanti:
L’insegnamento è un’arte e l’AI può diventare uno strumento potente per renderla ancora più efficace. Invece di vedere l’AI come una minaccia, pensala come un alleato che ti aiuta a visualizzare concetti complessi.
- Rendere le lezioni interattive: Stai spiegando la fotosintesi clorofilliana? Puoi usare l’AI per generare un’immagine realistica e ingrandita di una foglia con tutti i suoi componenti, rendendo il processo più facile da visualizzare per gli studenti. Stai raccontando un evento storico? Puoi far “rivivere” un personaggio con un’immagine creata ad hoc, per stimolare la curiosità.
- Sviluppare la creatività degli studenti: Invece di chiedere un classico tema, chiedi ai tuoi studenti di usare un’AI per creare un’immagine che rappresenti il loro stato d’animo o la loro interpretazione di una poesia. Li spingerai a pensare in modo visivo, a connettere le idee in modi nuovi e a esprimersi in maniera originale.
- Creare materiali didattici su misura: Hai bisogno di un’immagine specifica per una verifica o un’esercitazione? Non devi più cercarla su internet rischiando di trovare materiale di bassa qualità o protetto da copyright. Con l’AI, puoi creare tu stesso ciò che ti serve, con un livello di dettaglio e precisione che si adatta perfettamente alle tue esigenze.
- In’insegnante di arte può chiedere di ricreare un quadro famoso con dettagli diversi, per spiegare il rapporto tra originalità e interpretazione.
L’AI non è una magia, è uno strumento. E come ogni strumento, è il modo in cui lo usiamo che ne determina il valore. La vera sfida non è fermare la tecnologia, ma imparare a usarla in modo etico e intelligente, per trasformare le nostre vite e il nostro lavoro in meglio.
Ah già! Perche si chiama Banana Nano?
Ce ne stavamo per dimenticare. Il motivo reale dei nomi dei progetti ovviamente non ci è stato comunicato ma abbiamo ragionato così:
Banana: nome tra i più comuni diffuso su tutto pianeta. Evidentemente è un nome per un progetto sviluppato da più team e che vuole essere diffuso su tutto il pianeta
Nano: evidentemente è una prima versione ridotta del software in uso, si prevedono alle versioni come Pro o Business.
Un saluto e scrivici se hai qualche idee che ti piacerebbe affrontare come tema.
Blu7 azienda specializzata in marketing, pubblicità e formazione: info@blu7.it