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IN SINTESI
- Firenze è fra le 16 città «full digital» d’Italia ed è prima per i Comuni aperti (dati, social, app) su 108 capoluoghi (ICity Rank 2025 di FPA).
- Le imprese toscane con almeno 10 addetti che usano l’intelligenza artificiale sono il 14,7%, più del doppio dell’anno prima ma sotto l’Italia (16,4%).
- Il primo uso è marketing e vendite. Il primo freno è la mancanza di competenze: lo dice il 73,3% delle imprese toscane che ci hanno pensato e hanno rinunciato.
- Il Comune ha un piano per il digitale con Regione, Camera di Commercio, Università e Confindustria. E ha un piano per l’AI fino al 2028 con la supervisione umana obbligatoria.
- Per chi ha un’attività il collo di bottiglia non è la tecnologia: sono le persone che la sanno usare.
A dicembre 2025 FPA ha messo in fila i 108 comuni capoluogo italiani per quanto sono digitali: Firenze è finita fra le sedici città in testa (nota 1). Nove mesi dopo, la Regione Toscana ha contato quante imprese della regione usano l’intelligenza artificiale: meno della media italiana (nota 3).
Due fotografie della stessa città, quasi nello stesso momento. Una dice che il Comune corre. L’altra dice che le imprese rincorrono. Questo pezzo prova a capire perché succede e cosa c’entra con te se hai un negozio, uno studio o una piccola azienda a Firenze.
Cosa misura la classifica, tradotto
ICity Rank è la ricerca annuale di FPA sulla trasformazione digitale dei comuni capoluogo, alla quattordicesima edizione. Non guarda le imprese: guarda il Comune. Lo fa con tre indici costruiti su 34 indicatori (nota 1).
- Amministrazioni digitali: i servizi online del Comune, il sito, l’uso delle piattaforme nazionali come SPID e PagoPA. Traduco: quanto puoi fare da casa invece che allo sportello. Firenze è terza a pari merito con Bologna, dietro Genova e Pistoia.
- Comuni aperti: i dati pubblicati in formato aperto, i social, le app. Traduco: quanto il Comune si fa trovare e ti lascia usare quello che sa. Qui Firenze è prima con 91 punti, davanti a Roma e Bologna (nota 2).
- Città connesse: reti, sensori, strumenti per leggere i dati della città. Firenze è fra le prime quattro, insieme a Bologna, Milano e Venezia.
Chi è in alto in tutti e tre gli indici entra nel gruppo delle città «full digital». Nel 2025 sono sedici: Firenze c’è. C’è anche Prato.
Cosa sta facendo il Comune
Dietro la classifica c’è un lavoro che ha un nome: Firenze Digitale. È un piano comune fra Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio, le aziende di servizio pubblico fiorentine e, dal 2021, Anci Toscana, Confindustria Firenze e Università di Firenze (nota 4). Ha sei obiettivi: collegare fra loro le banche dati cittadine, comunicare in modo integrato, estendere la rete Firenze WiFi, portare il digitale nella mobilità e nella sosta, diffondere le competenze digitali, far conoscere i risultati.
Il secondo tassello è più recente. Il Comune ha approvato un Piano strategico per l’impiego dell’intelligenza artificiale per il triennio 2026-2028 (nota 5). Quattro aree: l’efficienza interna (protocollo, posta certificata, bozze di documenti), il supporto alle decisioni con un gemello digitale della città, i servizi a cittadini e imprese con un assistente virtuale che risponde a qualunque ora, la sicurezza informatica. La regola che conta è una: nessuna decisione lasciata all’algoritmo, c’è sempre una persona che controlla. Il primo assistente virtuale lo stanno provando sulle pratiche di cambio di residenza.
Ne parliamo un’altra volta, di come si scrive un piano così per una piccola azienda. La versione corta è che il Comune ha fatto prima la mappa e poi gli strumenti.
Le imprese: raddoppiano, ma restano indietro
Adesso l’altra fotografia. Secondo l’Istat, nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti usa almeno una tecnologia di intelligenza artificiale (nota 6). Un anno prima era l’8,2%. È raddoppiata.
In Toscana la crescita è ancora più forte, ma parte più in basso: dal 6,7% al 14,7% (nota 3). Più del doppio, eppure sotto la media italiana. E le imprese che usano l’AI in modo articolato, per almeno due finalità diverse, sono l’8,3% contro il 10,6% nazionale.
Per cosa la usano? In Toscana il primo ambito è marketing e vendite, con il 40,5% delle imprese che usano l’AI, davanti all’organizzazione amministrativa (28,4%). La ricerca e sviluppo è all’11,5%, contro il 20% italiano. Traduco: l’AI entra in azienda dalla porta del marketing, che è anche la porta più facile da aprire e quella dove è più facile confondere «più veloce» con «rende di più». Ne abbiamo parlato misurando quanto costa e quanto rende l’AI in azienda.
Il freno non è la tecnologia
Il dato che spiega più di tutti gli altri è questo. Fra le imprese toscane che hanno valutato l’intelligenza artificiale e poi hanno deciso di non usarla, il 73,3% indica la mancanza di competenze (nota 3). In Italia è il 58,6%. Seguono l’incertezza sulle conseguenze legali e la protezione dei dati. Solo una piccola parte dice che l’AI non le serve.
Rileggilo con la classifica di prima accanto. Il Comune ha i servizi online, i dati aperti, la rete, un piano per l’AI con le regole scritte. Le imprese intorno hanno la tecnologia a portata di mano, spesso dentro programmi che già pagano. Non la usano perché nessuno in azienda sa da dove cominciare. Chissà perché, in queste classifiche, le persone non compaiono mai fra gli indicatori.
Cosa significa se hai un’attività a Firenze
Tre cose concrete, che non costano un progetto.
Usa quello che la città ti dà già. Il Comune è primo in Italia per dati aperti. Vuol dire che informazioni su flussi, quartieri, eventi e mobilità sono pubblicate e scaricabili. Per un negozio o un locale possono dire più di un sondaggio. Se la parola dataset ti spaventa, è solo una tabella fatta bene.
C’è anche la rete Firenze WiFi, che uno dei sei obiettivi del piano serve ad allargare. Per un bar, una libreria o un negozio in una piazza coperta dalla rete pubblica vuol dire una cosa semplice: il cliente che entra è già connesso. Può cercarti, fotografarti, lasciarti una recensione mentre è lì. Vale la pena chiederti se il tuo profilo su Google e sui social è pronto per quel momento, perché è il momento in cui una persona decide se tornare.
Parti dal marketing, ma misuralo. È lì che l’AI entra per prima anche nelle imprese toscane. Testi, immagini, risposte ai clienti: va bene, a patto di decidere prima cosa vuoi migliorare e come te ne accorgerai. Una buona prova è il social customer care: rispondere ai clienti in tempo è misurabile in una settimana.
Investi sulle persone prima che sugli strumenti. Se tre imprese toscane su quattro si fermano per mancanza di competenze, il primo investimento non è una licenza: è un pomeriggio di formazione per chi in azienda userà lo strumento. Il piano Firenze Digitale ha un intero obiettivo sulle competenze digitali, con iniziative per cittadini, imprese e pubblica amministrazione: vale la pena tenerne d’occhio gli eventi.
La domanda da farsi
Il Comune ha fatto la mappa prima di comprare gli strumenti: obiettivi, regole, chi controlla. Se domani dovessi scrivere su un foglio come usi il digitale nella tua attività, quante righe riusciresti a riempire? E quante riguarderebbero le persone, invece dei programmi?
Domande frequenti
Cos’è Firenze Digitale? È il piano per la trasformazione digitale della città promosso da Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio, aziende di servizio pubblico, Anci Toscana, Confindustria Firenze e Università di Firenze. Ha sei obiettivi: dati, comunicazione, WiFi pubblico, mobilità e sosta, competenze digitali, diffusione dei risultati.
Firenze è una città digitale? Per il Comune sì: nell’ICity Rank 2025 di FPA è fra le 16 città «full digital» su 108 capoluoghi, prima per i dati aperti e fra le prime quattro per i servizi urbani connessi.
Quante imprese toscane usano l’intelligenza artificiale? Nel 2025 il 14,7% delle imprese toscane con almeno 10 addetti, contro il 16,4% italiano. Un anno prima erano il 6,7%.
Perché le imprese non usano l’intelligenza artificiale? In Toscana il motivo più citato è la mancanza di competenze (73,3% delle imprese che ci hanno rinunciato), seguito dai dubbi legali e dalla protezione dei dati.
Comunque consulta sempre i canali ufficiali come 055055, il numero di informazioni del Comune di Firenze, oppure il sito comune.firenze.it. Servizi, scadenze e modalità cambiano: quella è la fonte che fa fede.
Fonti e note dell’autore
- FPA, «ICity Rank 2025: ecco le 16 città leader dell’innovazione in Italia», 4 dicembre 2025, quattordicesima edizione presentata a FORUM PA Città 2025: 108 comuni capoluogo, tre indici su 34 indicatori; Firenze fra le 16 «full digital» e terza a pari merito con Bologna nell’indice Amministrazioni digitali (Genova e Pistoia prime con 92 punti). https://www.forumpa.it/citta-territori/icity-rank-2025-le-16-citta-leader-dellinnovazione-in-italia/ (letto il 12 ottobre 2026).
- Il punteggio di Firenze nell’indice Comuni aperti (primo posto, 91 punti, davanti a Roma Capitale e Bologna) e la presenza fra le prime quattro nell’indice Città connesse sono riportati da Nove da Firenze, 8 dicembre 2025, sulla base della stessa ricerca. https://www.nove.firenze.it/icity-rank-2025-firenze-e-tra-le-citta-leader-dellinnovazione.htm (letto il 12 ottobre 2026).
- Dati toscani 2025 (14,7% contro 16,4%; 6,7% nel 2024; 8,3% con almeno due finalità contro 10,6%; marketing e vendite 40,5%; processi amministrativi 28,4%; ricerca e sviluppo 11,5% contro 20%; mancanza di competenze 73,3% contro 58,6%): rapporto 2026 della Regione Toscana sulle ICT nelle imprese con almeno 10 addetti, su dati Istat ed Eurostat, come riportato da La Nazione il 22 settembre 2026. Il PDF del rapporto non è stato trovato online: i numeri sono quelli dell’articolo. Il rapporto avverte che il campione toscano sulla domanda «l’AI non è utile» è limitato. https://www.lanazione.it/economia/intelligenza-artificiale-in-toscana-le-imprese-accelerano-ma-restano-indietro-rispetto-al-resto-ditalia-ubsf6v7f (letto il 12 ottobre 2026).
- Firenze Digitale, pagina «Il piano»: promotori, ingresso nel 2021 di Anci Toscana, Confindustria Firenze e Università di Firenze, sei obiettivi. https://www.firenzedigitale.it/il-piano (letto il 12 ottobre 2026).
- Comune di Firenze, «Piano strategico per l’impiego dell’intelligenza artificiale» 2026-2028: quattro aree, conformità all’AI Act, supervisione umana, sperimentazione dell’assistente virtuale sul cambio di residenza. https://www.comune.firenze.it/novita/notizie/piano-strategico-limpiego-dellintelligenza-artificiale (dati verificati il 12 agosto 2026 e pagina riaperta il 12 ottobre 2026).
- Istat, «Imprese e ICT, anno 2025», 15 dicembre 2025: imprese con almeno 10 addetti che usano almeno una tecnologia di AI 16,4% nel 2025, 8,2% nel 2024, 5,0% nel 2023. https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/Statreport_ICT2025.pdf (letto il 12 ottobre 2026).
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