Definizione di smart working

Lo smart working in Italia ha un nome di legge: lavoro agile. La legge 22 maggio 2017 n. 81, all’articolo 18, lo definisce come una «modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti», organizzata anche per fasi, cicli e obiettivi, «senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro», con il possibile uso di strumenti tecnologici.

Traduco: non è un contratto diverso, è un modo diverso di fare lo stesso lavoro dipendente. Si lavora in parte in azienda e in parte fuori, senza una postazione fissa, rispettando comunque i limiti di orario giornaliero e settimanale. Non coincide con il lavoro da casa improvvisato: serve un accordo scritto fra azienda e lavoratore.

L’accordo non si allega più: dal 1° settembre 2022 il datore di lavoro comunica online al Ministero del Lavoro i dati essenziali. L’accordo firmato lo conserva per cinque anni. La responsabilità della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici dati al lavoratore resta all’azienda. Per una piccola impresa il punto pratico è uno: lo smart working funziona quando si misurano gli obiettivi e non le ore, ed è lì che servono strumenti condivisi e regole chiare su quando si risponde.

Vedi anche: Server, Mappa mentale, Fatturazione elettronica.