La Qualità paga sempre, che si parli di SEO, GEO, Intelligenza Artificiale, la qualità è l’obiettivo che va perseguito costantemente. Quando si parla di qualità dei contenuti per Google torna sempre una sigla: E-E-A-T. Spesso però viene citata in una forma superata, con una sola E. Vale la pena fare chiarezza, perché su Google Discover l’autorevolezza è uno dei fattori che separano i contenuti che emergono da quelli che restano invisibili.
Alla fine facciamo un esempio concreto su di noi.

E-A-T non esiste più: oggi è E-E-A-T

Per anni si è parlato di E-A-T: Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness, cioè competenza, autorevolezza e affidabilità.
Il 15 dicembre 2022 Google ha aggiunto una seconda E, quella di Experience, l’esperienza diretta. Da quella data il modello corretto è E-E-A-T, con quattro componenti. Trovare ancora oggi la vecchia sigla “E-A-T” presentata come attuale significa fare riferimento a una terminologia superata da oltre due anni.

Una precisazione utile: l’esperienza non ha sostituito gli altri pilastri, si è aggiunta a essi. Il modello si è ampliato, non riscritto.

Cosa significano le quattro componenti

Il Trust è la componente più importante

Google è esplicito su questo punto: tra le quattro dimensioni, l’affidabilità è la più importante. Le altre tre contribuiscono a costruirla, ma un contenuto non deve necessariamente dimostrarle tutte per funzionare bene. Una pagina inaffidabile resta di bassa qualità a prescindere da quanto appaia competente o autorevole.

Perché conta su Discover

Discover utilizza molti degli stessi segnali della ricerca, compresi quelli legati all’affidabilità e alla competenza. L’aggiornamento dedicato di febbraio 2026 ha rafforzato questa direzione, premiando contenuti approfonditi e originali da siti che dimostrano competenza su un tema, valutata argomento per argomento. In un feed dove Google sceglie cosa proporre, i segnali di fiducia diventano il criterio che decide a chi dare visibilità.

Come dimostrare E-E-A-T in concreto

Non sono trucchi per l’algoritmo: sono i segnali con cui un lettore, prima ancora di Google, decide se fidarsi. È esattamente per questo che funzionano.

PS: torniamo su Blu7 ed il Trust. Se noi parliamo di Intellegenza Artificiale, lavorandoci tutti i giorni, forse ne abbiamo di più di un neo ingegnere che si è laureato da poche ore.
Nulla vieta che nel tempo l’ingegnere pubblicando, provando e divulgando, superi in Trust Blu7.

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