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In breve. Gli studi ISA sono uno di quei lavori manuali che non insegnano niente e non producono valore: prendere decine o centinaia di fatture e smistarle in voci che si somigliano tutte. Ci avrei messo due giorni. Ho fatto lavorare due intelligenze artificiali in parallelo, poi le ho messe una contro l’altra chiedendo a ciascuna di criticare il risultato dell’altra, e ho iterato finché i numeri non hanno combaciato al 100%. Venti minuti. Nessun commercialista ha perso il lavoro: l’ho perso io, e non mi mancava.

Il foglio sulla scrivania

Sono arrivato in ufficio e sulla scrivania c’era un foglio: compilare urgente studi ISA.

Per chi non ci ha mai avuto a che fare: gli studi ISA sono parametri che compilano commercianti, imprenditori e liberi professionisti, e servono al calcolo di una parte dei redditi. Sono obbligatori. Sono noiosi. E io la contabilità la so fare, ma non mi piace e quindi mi ci perdo, sistematicamente.

Il file non lo trovavo. Ho fatto una foto al foglio.

Cosa ho chiesto alle macchine

Il metodo, nell’ordine in cui l’ho seguito.

Ho caricato la foto su tre intelligenze artificiali diverse e a tutte e tre ho chiesto la stessa cosa: rileva il testo degli studi ISA. Tre, non una, perché volevo poter confrontare.

Sono andato nel gestionale della fatturazione elettronica e ho scaricato tutte le fatture dell’anno precedente: l’elenco e il dettaglio. È l’unico vantaggio concreto che la fatturazione elettronica ci ha dato: i dati sono lì, esportabili, non in un raccoglitore.

Ho caricato le fatture sulle stesse intelligenze artificiali.

Ho chiesto di compilare gli studi a loro discrezione. E qui è successa la prima cosa interessante: una si è messa a lavorare subito, l’altra ha cominciato a farmi domande sulla classificazione di un paio di voci.

Perché questo lavoro è un dispendio di energie

Bisogna prendere ogni singola fattura e assegnarla a una voce degli studi. Decine, a volte centinaia di fatture. E le voci si somigliano in modo quasi incomprensibile.

Provate voi a spiegarmi, in fretta e senza sbagliare, la differenza fra studio del brand e comunicazione ed elaborazione di immagine ai fini coordinati della pubblicità delle aziende. Sono sfumature. E ogni sfumatura sbagliata sposta un numero.

È esattamente il tipo di lavoro in cui un essere umano si stanca, e stancandosi sbaglia.

Il passaggio che cambia tutto: far discutere due AI

Quando sono arrivati i risultati, il totale era identico per entrambe le intelligenze artificiali. Ottimo segnale: significava che la lettura dei dati era corretta, che nessuna delle due si era inventata una fattura.

Ma la ripartizione percentuale fra le voci era diversa.

Allora ho fatto questo: ho preso il lavoro della prima e l’ho passato alla seconda e viceversa. A entrambe ho chiesto:

Un’altra intelligenza artificiale ha prodotto questo studio. Rileva le criticità e argomenta perché tu hai classificato certe voci in modo diverso.

Su alcuni punti ognuna ha difeso la propria classificazione, con argomenti. Su altri una delle due ha ammesso: no, ha ragione l’altra.

Siamo arrivati a un accordo sul 94-96%. Non mi bastava — uno studio numerico o combacia al 100% o non serve a niente. Ho fatto correggere, ho chiesto il documento ricompilato, e ho incrociato di nuovo i dati chiedendo di argomentare le discrepanze residue.

Al secondo giro una delle due ha detto una cosa che mi ha colpito: ho ragione io e l’ho verificato con una ricerca sul web, questa è la classificazione corretta. L’altra ha accettato.

Venti minuti in tutto.

Una precauzione, che è giusto dire

Le fatture contengono dati dei vostri clienti e fornitori. Prima di caricarle su un servizio di intelligenza artificiale, verificate le condizioni di quel servizio: chi vede i dati, se vengono usati per addestrare modelli, se c’è un piano che lo esclude. Non è un dettaglio formale, è un obbligo — e le risposte cambiano da fornitore a fornitore e da piano a piano.

Chi ha un dubbio, ne parli col proprio consulente prima di caricare qualsiasi cosa.

Il punto finale: il gaspacho

Quel lavoro mi avrebbe preso due giorni, un fegato ingrossato e un’enorme quantità di tempo sottratto alla mia impresa per produrre qualcosa che serve sicuramente al commercialista, non a me a portare avanti la azienda.

Nessun commercialista ha perso il lavoro in questa storia. Nessuno ha perso il lavoro. È stato eliminato del lavoro manuale mio, quello che non insegna niente a nessuno e non crea valore per nessuno.

Ci ho messo venti minuti, ho chiuso l’ufficio e sono andato a prepararmi il gaspacho.

Qualità del tempo, qualità della vita e un fegato un po’ meno ingrossato.


Domande frequenti

Cosa sono gli studi ISA?
Sono gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale: parametri che commercianti, imprenditori e liberi professionisti compilano e che concorrono al calcolo di una parte dei redditi. Richiedono di classificare i costi e i ricavi dell’anno per voci predefinite.

Si può davvero compilare gli studi ISA con l’intelligenza artificiale?
L’intelligenza artificiale può leggere il modulo, leggere le fatture e proporre una classificazione. Il lavoro manuale che elimina è la smistatura fattura per fattura. La verifica finale e la responsabilità restano di chi firma: il contribuente e il suo commercialista.

Perché usare due intelligenze artificiali invece di una?
Perché una sola non ha modo di accorgersi dei propri errori. Facendo compilare lo stesso studio a due modelli diversi e poi chiedendo a ciascuno di criticare il risultato dell’altro, le divergenze vengono a galla e vanno argomentate. È un controllo incrociato, non una scorciatoia.

Quanto tempo serve?
Nel caso raccontato qui, venti minuti contro i due giorni stimati per il lavoro manuale. Il tempo dipende dal numero di fatture e da quanto sono ambigue le voci da assegnare.

L’intelligenza artificiale sostituisce il commercialista?
No. Elimina il lavoro di smistamento che il contribuente fa a monte, e che al commercialista arriva già fatto. Il controllo, l’interpretazione delle norme e la responsabilità professionale non si delegano a un modello.


Trascrizione integrale del video

Trascrizione Completa

“Un commercialista, l’intelligenza artificiale e il gaspacho? Iniziamo a dire che nessun commercialista ha perso il proprio lavoro e vediamo se si riesce a dare un’idea, una dignità a quella che potrebbe essere l’intelligenza artificiale come reale e unica funzione: essere strumento della nostra vita.

Hai compilato gli studi ISA? Se uno non lo sapesse, gli studi ISA sono dei parametri che vengono compilati da tutti i commercianti, dagli imprenditori, liberi professionisti, e sono necessari per la compilazione, per il calcolo di una parte dei redditi. Ovviamente la mia risposta è: ‘No, non li avevo fatti’ . Non mi piace fare la contabilità, mi ci perdo sempre.

Ed ecco che entra in gioco l’intelligenza artificiale. Ti racconto cosa ho fatto ma solo per farti capire come possa essere uno strumento veramente utile.

Perché questo lavoro è veramente massacrante per un piccolo commerciante, per un imprenditore di piccole dimensioni che non ha un ufficio contabile? Perché bisognerebbe a questo punto prendere fattura per fattura e dividerla per le voci di questi studi ISA. Qual è il problema? Che sono a volte decine, centinaia di fatture con delle voci che sono anche molto simili fra loro, perché vorrei capire la differenza tra ‘studio del brand o comunicazione’ oppure ‘elaborazione di immagine ai fini coordinati della pubblicità delle aziende’. Capite che sono veramente sfumature.

A questo punto cosa ho fatto? Ho preso i risultati di una e li ho passati all’altra, e quelli della prima li ho passati alla seconda e gli ho detto: ‘un’altra intelligenza artificiale ha fatto questo studio, rileva le criticità e argomenta come mai queste voci tu le hai fatte in un modo e in un altro’.

Entrambe hanno risposto su alcuni punti, ognuna ha tenuto la propria classificazione. In qualche altro caso invece ha detto ‘no, ha ragione l’altra parte’. Lo studio è arrivato a questo punto a combaciare. Arrivava al 94% o al 96% non ricordo, ma non ero contento perché uno studio numerico deve combaciare 100%. Fatte le correzioni gli ho detto ‘ripresentami il documento compilato’. Me l’hanno ripresentato e ho rincrociato un’altra volta i dati dicendo ‘adesso argomenta perché c’è questa discrepanza’.

Al secondo passaggio ognuna delle due ha tenuto… e una delle due ha detto ‘no, ho ragione io perché ho fatto anche una ricerca web e questa è la catalogazione giusta’. Alla fine hanno concordato e nel giro di 20 minuti ho ottenuto il risultato.

Ma non è questo il punto. Cosa voglio dire? Questo lavoro qui io ci avrei messo due giorni, un fegato gigante e sostanzialmente era tutto tempo che perdevo io come persona per creare qualche cosa. Che poi è comunque, diciamo, utile sicuramente al commercialista ma non utile alla mia impresa.

E qui viene il gaspacho. Perché? Perché se te riesci a automatizzare alcuni processi che sono assolutamente manuali, dove non togli lavoro a nessuno, anzi ne guadagni di qualità… io ieri invece di metterci due giorni ci ho messo 20 minuti, ho chiuso l’ufficio e sono andato a prepararmi il gaspacho.

Qualità di tempo, qualità di vita e un fegato meno, diciamo, ingrossato. Ciao.”


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